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PROGETTI PON

F1 - “Saper fare per saper essere”
Percorso socio-affettivo-relazionale

Insegnanti tutor: Mininno Loredana, Placentino Michele
Esperta: Dott.ssa Cannarozzi Beatrice

fotogallery

abbiamo letto e rappresentato alcune storie...



...con il disegno




"circle time"
Parlare uno alla volta,
ci consente di…

…rispettare le opinioni degli altri
come vengono rispettate le
nostre

“ Il gioco è un’attività piacevole ma anche fatto di...


...relazioni guidate da regole"



     
“Questa piccola avventura
ha arricchito grandi e
piccini, accompagnandoci
alla scoperta del mondo
delle relazioni…”

 

PERCORSO FORMATIVO ALLIEVI

Il nostro percorso si è rivolto agli allievi per promuovere, utilizzando alcune tecniche psicologiche, le capacità socio-relazionali e la buona convivenza in particolare con il gruppo dei pari e in generale con l’ambiente esterno. Per promuovere e sostenere lo sviluppo armonioso di queste capacità, durante il corso ci siamo soffermati in particolare sul rispetto delle regole, sulla creatività, sul gioco e sulla lettura di storie.
Il rispetto delle regole non riguarda solo le regole istituzionali, ma prima di tutto si riferisce al rispetto di ogni singolo individuo. All’inizio è stato difficile parlare uno alla volta senza sovrapporre le voci di tutti… bisogna anche saper ascoltare, esprimere le proprie opinioni senza offendere nessuno, insomma i bambini avevano bisogno di interiorizzare, quindi far proprie le regole. Come fare? Loro stessi hanno stabilito le regole da rispettare ogni volta che ci riunivamo: parlare uno alla volta, non deridere nessuno, non parlare di persone assenti, non spingere né far male agli altri e così via. Queste regole hanno consentito ai bambini di sperimentare l’ascolto dell’altro e l’espressione libera delle proprie opinioni. Ad esempio, dato che il gruppo era sempre diviso tra maschi e femmine, abbiamo dato ai bambini la possibilità di esprimere le proprie emozioni e opinioni su questo argomento. In questo modo noi abbiamo scoperto con loro le motivazioni di questa “ostilità” reciproca: le bambine considerano i maschi prepotenti ma anche mammoni, mentre i bambini considerano le femmine permalose ma anche brave a scuola. Nella successiva discussione, però, è venuto fuori che esistono donne intelligenti e speciali e uomini responsabili e lavoratori.
Spesso abbiamo giocato… anche il gioco aiuta la buona convivenza. Quando diciamo gioco non parliamo soltanto di una attività piacevole, ma anche di relazioni guidate da regole. Nei giochi di squadra si evince soltanto quando il gruppo è ben coeso e ogni componente della squadra si fida dell’altro, e se si perde l’unione consente di non “prendersela troppo”. Il gioco diventa csì il mezzo per raggiungere degli obbiettivi precisi: la collaborazione e la fiducia.
Durante il nostro corso abbiamo letto e rappresentato col disegno alcune storie. Un racconto in particolare ci ha consentito di parlare del fatto che esistono punti di vista diversi per vedere le cose che accadono intorno e dentro di noi. Siamo passati dal racconto, al disegno, alla discussione, ai “colori” che possono identificare una persona a seconda delle emozioni che sente in un determinato momento. Questo ha consentito di attribuire delle caratteristiche diverse ad ogni bambino e quindi di differenziarsi dagli altri. Alcuni bambini anche scegliendo gli stessi colori, vi hanno attribuito significativi diversi e quindi punti di vista diversi.
Ovviamente ogni bambino ha i suoi tempi, per alcuni i risultati immediati sono stati più evidenti, per altri ci è voluto un po’ di più.
In ogni attività svolta, abbiamo cercato di far sentire ai bambini che potevano esprimere liberamente qualsiasi opinione, senza che ci fosse nessun giudizio da parte nostra. Quando l’adulto giudica o punta il dito, educa il bambino a non esprimersi, a bloccare il flusso creativo e quindi a diventare un adulto che giudica severamente e negativamente non solo gli altri, ma soprattutto se stesso. Creare un ambiente accogliente e libero, rispettoso di ogni singolo ( adulto e bambino ) è il presupposto necessario per promuovere una crescita sana ed equilibrata.
In conclusione, possiamo affermare che questa esperienza ha arricchito non solo i bambini, ma anche gli adulti che li hanno accompagnati in questa piccola avventura alla scoperta del mondo delle relazioni. In particolare ringraziamo i bambini per averci dato la possibilità di conoscerli meglio. Se l’adulto si mette in posizione di ascolto autentico del bambino, non solo gli dà una grande opportunità di crescita, ma è l’adulto stesso che crescere insieme a lui.