PROGRAMMA ANNUALE 2008
Redatto ai sensi dell’art.2 del D.I. 44/91 del 1/2/2001; CC.MM. n. 173 del 10/12/2001, n. 118 del 30/10/2002, n. 88 prot. 2760 del 26/11/2003, n. 1193 del 21/10/2004 e nota Uff. Scolast. Reg. n. 9701 del 15/09/2004. nota MIUR n. 898 del 21/10/2005, nota Uff. scol. Prov.le n. 9326 del 12/09/2005. Legge n. 296 del 27/12/2006 art. 1 comma 601(finanziaria 2007); D.M. n. 21 del 01/03/2007; nota MPI n. 151 del 14/03/2007; nota Uff. Scolast. Reg n. 2688 del 15/03/2007; Nota MPI prot. n. 1971 del 11/10/2007.
R e l a z i o n e
I l l u s t r a t i v a
Nella predisposizione del programma annuale, si ritiene necessario richiamare alcuni aspetti del piano di offerta formativa, anche per non perdere di vista l’esigenza di assicurare la dovuta priorità alle spese connesse allo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento, proprie di una istituzione scolastica.
Molte innovazioni hanno caratterizzato gli ultimi anni scolastici con la Riforma degli ordinamenti scolastici per il primo ciclo d’istruzione, (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado). Non si è avuta la possibilità di consolidare le nuove formule, prima che venissero sostituite da altre. L’anno ponte, così come è stato definito quello passato, ha permesso qualche momento di riflessione sull’organizzazione, sui programmi, sul curricolo obbligatorio distinto da quello facoltativo-opzionale, sulla valutazione degli alunni, ecc.; ma non più di tanto, perché occorrono punti fermi a cui richiamarsi, se pur nel contesto dell’autonomia.
Con il nuovo anno arrivano le ”Indicazioni per il curricolo”, ma la scuola va avanti, gli alunni sono lì con i propri bisogni, le proprie esigenze, in un contesto sociale complesso e variegato, a cui bisogna rispondere con condizioni di funzionalità ed efficacia. Il piano di offerta formativa non cambia nella sostanza, nei principi che lo caratterizzano, negli aspetti di ordine progettuale, visto che la scuola aveva già una sua impostazione basata su un sapere che è anche saper fare, saper essere, su un concetto di attività laboratoriale, di progetti inseriti anche nel curricolo obbligatorio.
Con il programma annuale i progetti didattici si arricchiscono della pianificazione finanziaria, con una interazione tra l’area didattica e quella amministrativa per favorire il raggiungimento degli obiettivi.
Si parte quindi dal piano di offerta formativa, mentre la verifica delle attività e dei progetti realizzati, unitamente alle esperienze pregresse, offrono ulteriori elementi valutativi per un programma annuale quanto più rispondente alle reali esigenze degli alunni. Rimane sempre la complessità dell’istituzione per i diversi gradi di scuola, ognuno con una sua identità e specificità, per il numero totale degli alunni e delle classi, per la dislocazione dei vari edifici scolastici: tre plessi per la scuola dell’infanzia, due plessi per la scuola primaria, un plesso per la scuola secondaria di primo grado.
I dati per l'anno scolastico 2007-2008 sono i seguenti:
SCUOLA DELL'INFANZIA
| |
BELLAVISTA |
MARCONI |
TARANTO |
|
sez.1 |
sez.2 |
sez.3 |
sez.1 |
sez.2 |
sez.3 |
sez.1 |
sez.2 |
sez.3 |
| alunni |
17 |
18 |
25 |
38 |
20 |
25 |
18 |
41 |
23 |
| alunni diversamente abili |
|
|
|
|
1 |
2 |
|
2 |
|
| alunni totali |
60 |
83 |
82 |
SCUOLA PRIMARIA di 1° grado
| |
GIANNONE |
MARCONI |
|
classe 1 |
cl. 2 |
cl. 3 |
cl. 4 |
cl. 5 |
classe1 |
cl. 2 |
cl. 3 |
cl. 4 |
cl. 5 |
| alunni |
38 |
44 |
36 |
48 |
54 |
45 |
39 |
47 |
54 |
51 |
| alunni
diversamente abili |
1 |
2 |
4 |
3 |
1 |
1 |
1 |
|
2 |
1 |
| alunni
totali |
220 |
236 |
SCUOLA SECONDARIA di 1 ° grado
| |
N. D'APOLITO |
TOTALI |
|
classi 1 |
classi 2 |
classi 3 |
| alunni |
79 |
91 |
77 |
247 |
| alunni diversamente abili |
7 |
3 |
5 |
15 |
| tempo normale |
38 |
46 |
39 |
123 |
| tempo prolungato |
41 |
45 |
38 |
124 |
Il personale della scuola è così costituito:
-
Dirigente Scolastico con rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
-
Direttore dei Servizi Gen. e Amm. con rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
-
Docenti titolari a tempo indeterminato full-time n. 69;docenti titolari di sostegno a tempo indeterminato full-time n.13; docenti su posto normale a tempo determinato con contratto annuale n.07; docenti di sostegno a tempo determinato con contratto annuale n. 03; docenti a tempo determinato con contratto fino al 30/06 03; docenti di sostegno a tempo determinato con contratto fino al 30/06 n. 04 insegnanti di religione a tempo indeterminato full-time n. 03; insegnanti di religione incaricati annuali n. 01; docenti su posto normale con contratto a tempo determinato su spezzone orario 03; docente di sostegno con contratto a tempo determinato su spezzone orario n. 01.
-
Assistenti Amministrativi con contratto a tempo determinato n° 7;
-
Docente utilizzato ex art. 113 DPR 417/74;
-
Collaboratori scolastici n° 16 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato n.03 con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al 30/06/2008.
Le sezioni della scuola dell’infanzia funzionano per 8 ore (40 ore settimanali). Le classi della scuola primaria funzionano per 30 ore settimanali (27 ore quota obbligatoria; 3 ore quota facoltativa opzionale) , con un rientro pomeridiano. La situazione della scuola secondaria di 1 grado è anch’essa nella massima espansione con l’utilizzo delle quattro ore facoltativo-opzionali e con orari ancora più distesi per le classi a tempo prolungato. I rientri pomeridiani riguardano quindi tutte le classi.
Si riportano alcuni dati di contesto del paese in cui l’istituto è dislocato e dei vari plessi di riferimento.
Cagnano Varano è un paese di circa 9.000 abitanti, situato al Nord del Gargano, vicino al lago omonimo, separato dal mare da una striscia di terra.
Proprio questa vicinanza ha condizionato l'attività lavorativa degli abitanti che, per molti anni, si sono dedicati alla pesca e ad altre attività strettamente legate alla natura del territorio.
Le attività lavorative tradizionali, l'agricoltura, la pastorizia e la pesca, nell'arco degli anni, hanno subito profonde trasformazioni, determinando cambiamenti notevoli
nell'ambito dell'economia del paese. Negli ultimi anni la pesca, che una volta era limitata al lago, si è dilatata verso il mare con nuove risorse e nuovi introiti.
Abbastanza sviluppata appare la zootecnia che, pur mantenendo certi aspetti legati alle nostre tradizioni, si sta dando una nuova organizzazione, soprattutto riferita alla produzione e trasformazione del latte.
Un po' più statiche appaiono le attività legate alla agricoltura e in particolare alla produzione di olio di oliva che, pur significativa per quantità e qualità, non viene adeguatamente valutata con l'istituzione del marchio DOP.
Lo stesso turismo che avrebbe potuto trovare nel territorio, il Parco Nazionale del Gargano, un suo punto di forza, non è riuscito a svilupparsi nella direzione giusta, anche se non sono mancati i necessari contatti e la conseguente trasformazione ed evoluzione nei comportamenti e nelle aspettative. Il paese, inoltre, ha sempre conosciuto l'emigrazione, prima quella intercontinentale, poi quella europea. Molti dei nostri alunni sono nati all'estero e tanti altri hanno ancora i genitori o solo il papà emigrati.
Si avverte il bisogno di formazione, per lo più legato alle prospettive e alle offerte di lavoro, l'esigenza di non rimanere indietro rispetto agli altri, di conoscere, di allargare il mondo delle proprie esperienze.
In tale contesto non sembrano però emergere quei servizi di ordine sociale, di assistenza che sarebbero supporto necessario per tutte le situazioni di deprivazione
culturale ed economica, per gli svantaggiati, per le situazioni di fragilità in genere e per i disabili nello specifico.
Dando un'occhiata alle strutture scolastiche, vediamo, per la scuola secondaria di 1°grado, sede centrale dell’istituto, un dell'edificio costituito di un piano terra, un primo piano, un seminterrato, una palestra attigua, un atrio esterno con delle attrezzature sportive e un fazzoletto di terra da utilizzare di volta in volta a giardino, orto, comunque a laboratorio di educazione ambientale. Le aule sono ampie e luminose, gli atri interni spaziosi. Non mancano gli spazi per le attività integrative per gruppi di alunni, il laboratorio di informatica, di educazione tecnica, di musica, la sala degli audiovisivi, ecc..
Per la scuola primaria, troviamo il plesso “Giannone” che è il primo edificio scolastico nato nel paese, costituito di un piano terra e di un primo piano, con aule molto ampie ed illuminate, una sala per i sussidi audiovisivi e la biblioteca, una sala per il laboratorio informatico.
Il plesso “Marconi” presenta, a sua volta, aule luminose, anche se non molto ampie, una sala per gli audiovisivi, atri interni molto spaziosi che vengono utilizzati anche come luoghi di incontro con i genitori, per attività in comune delle classi, per i saggi finali.
Il plesso è dotato anche di un atrio esterno con del bel verde. Ambedue i plessi della primaria presentano una palestra attigua.
I plessi della scuola dell’infanzia, “Piazzetta Bellavista”, “via Taranto”, “Marconi” accolgono bambini delle tre fasce di età con tre sezioni per il primo plesso, quattro sezioni per gli altri due plessi, un giardino per ognuno.
Il numero dei plessi, non strettamente indispensabili in rapporto all’estensione delle abitazioni, quanto legato alla necessità di dover rispondere, in momenti successivi, alle richieste della utenza, non ha favorito negli anni la coesione.
Una gestione unitaria presenta qualche difficoltà a cui si continua a far fronte con una puntuale organizzazione di referenti di plesso, con l’individuazione di obiettivi prioritari e la scelta di progetti comuni.
L’istituto comprensivo, per essere l’unica scuola dell’obbligo del paese, accoglie tutti gli alunni dai tre ai quattordici anni, caricandoci di molte responsabilità per la loro crescita e formazione.
La scuola, soprattutto quella di base, non può prescindere dai compiti propri, compiti “di formazione e di orientamento”. L’acquisizione di conoscenze, di abilità da tradurre in competenze : strumenti necessari per la conquista della propria autonomia e della propria libertà nel rispetto di quella degli altri. Le varie educazioni: alla salute, alla sicurezza, alla legalità, al rispetto dell’ambiente, alla solidarietà, ecc., trovano all’interno delle discipline di studio e nella loro trasversalità, significato e valenza in funzione della personalizzazione degli apprendimenti.
Nei processi di formazione culturale ed umana gli alunni sono i protagonisti fondamentali, l’azione degli altri può configurarsi come stimolo, come sollecitazione.
Occorrono l’impegno, lo sforzo, la volontà, la motivazione, l’interesse degli alunni stessi.
E’ in tal senso che gli interventi per progetti non sono solo ampliamento del curricolo, ma metodologia alternativa che, attraverso la dilatazione delle modalità e delle occasioni di apprendimento, trova la risposta più consona a determinati bisogni ed esigenze, trova lo strumento più adatto per motivare, per far acquisire la fiducia in sé, per recuperare, per potenziare.
La scuola dell’infanzia continua a programmare per progetti che, in rapporto agli obiettivi di apprendimento e ai campi di esperienza, scandiscono attività, tempi, monitorando gli stadi di avanzamento, le difficoltà, le valutazioni, anche in rapporto all’eventuale riproposizione dei progetti negli anni successivi.
Sono stati programmati progetti in comune tra le varie sezioni di scuola come ulteriore occasione per condividere principi e valori. Priorità di intervento formativo a livello di recupero, di profitto, di motivazione, di educazione alla salute.
Si tratta di esperienze e di percorsi didattici coinvolgenti che sollecitano la partecipazione e la collaborazione, che mettono gli alunni nelle condizioni di essere protagonisti in un contesto che impegna non solo gli aspetti cognitivi ma anche quelli socio-affettivi fino alla conquista della propria autonomia e della propria identità.
La scuola si interrelaziona con il territorio per farsi promotrice e propositiva nei confronti di altri organismi, perché certi beni vengano salvaguardati, certi valori custoditi, certe potenzialità promosse. Il progetto di educazione alla sicurezza e alla protezione civile, quello sulla lettura, quello ambientale, quello di educazione alimentare si presentano pertanto di spessore culturale e valoriale. Vengono investite risorse, sia perché riguardano tutte le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di 1 grado, ma anche della scuola dell’infanzia, ( ognuna con un proprio segmento di studio e di ricerca ), sia per gli scopi enunciati.
Proprio per non dilatare troppo i tempi delle attività degli alunni, si è scelto di utilizzare il fondo dell’istituzione scolastica per attività aggiuntive funzionali all’insegnamento, puntando sulle strategie, sulle metodologie, sulla qualità per ricavarne in efficacia, senza perdere di vista il recupero ed alcune attività di arricchimento.
Le attività laboratoriali della riforma avrebbero bisogno di strutture più adeguate nei vari plessi, di spazi più ampi, docenti formati. Occorrerebbero laboratori di informatica efficienti, figure nuove di supporto, motivazioni all’innovazione. Le nuove indicazioni per il curricolo richiedono un certo impegno di sperimentazione e di passaggio graduale dal vecchio al nuovo, soprattutto se il nuovo ha bisogno di analisi, di studio, di formazione adeguata con punti di riferimento.
Le stesse attività facoltative opzionali, oltre che rappresentare una novità, devono coniugare bisogni e richieste delle famiglie con risorse della scuola e con la professionalità e le competenze dei docenti.
Per la prima volta, in maniera consistente, i progetti PON danno la possibilità alle scuole di 1° grado di usufruire di finanziamenti per i supporti necessari, sia a livello di formazione docenti, sia per consolidare e recuperare apprendimenti di alunni, sia per la dotazione di laboratori scientifici. E’ un primo passo che dovrebbe mantenere una continuità negli anni.
Il nuovo sistema di finanziamento, gia al secondo anno, non modifica la struttura del programma annuale delle scuole, anche se semplifica le procedure di accreditamento.
Prima di passare, quindi, sulla base dell’istruttoria del D.S.G.A., ad illustrare le aggregazioni di entrata e di spesa del programma 2008, si dà un breve cenno allo scorso anno finanziario.
Il programma è stato realizzato con la pianificazione finanziaria necessaria al raggiungimento degli obiettivi previsti.
Non ci sono stati discostamenti rilevanti rispetto alle previsioni, né variazioni importanti durante l’anno se non quelle legate a finanziamenti finalizzati, non previsti.
Per il resto i progetti sono stati realizzati e gli obiettivi raggiunti.
L’aver coinvolto per alcuni progetti docenti di vari gradi di scuola, ha permesso maggiore coesione ed ha offerto opportunità di crescita, potenziando l’autonomia didattica ed organizzativa, dando rilievo alla progettualità.
I progetti del programma 2008 vengono proposti sulla base delle esperienze fatte, sui risultati che si sono avuti negli anni precedenti, sui nuovi bisogni, sulle risorse umane, strumentali e finanziarie su cui contare.
Per la valutazione dei singoli progetti, sono stati individuati specifici indicatori, così come riportati nelle schede di progetto. Si rileveranno gli stadi di avanzamento per mezzo dei docenti delle funzioni strumentali all’offerta formativa, attraverso i referenti di progetto, i responsabili di plesso, ricorrendo agli opportuni aggiustamenti e correttivi in caso di necessità, in modo che il controllo risulti processo dinamico, in grado di evitare che si impegnino risorse per fini irraggiungibili o con modalità non idonee per gli obiettivi programmati.
Il Dirigente Scolastico
prof.ssa Palma De Simone
TORNA AD INIZIO PAGINA