|
|
SCUOLA
PRIMARIA
PROGETTO
Conoscere
il PARCO: Adottiamo il centro storico
"I NONNI E LA SCUOLA: SCENE DI VITA"
MODULO : 2^ A e 2^ B, plesso "MARCONI"
Insegnanti: Rendina Giovanni, Coccia Marcella, Finizio Maria Rosa, Di
Nauta Michelina, Bocale Concetta Immacolata.
ANALISI DELLA SITUAZIONE
Il progetto è indirizzato ai bambini delle classi seconde della
scuola "Marconi" che complessivamente sono 43, compresi due
portatori di handicap. Gli alunni provengono da un ambiente socio-culturale
eterogeneo, presentano motivazioni e comportamenti diversi, sono interessati
all'esperienza scolastica e stimolati nelle attività proposte.
MOTIVAZIONE
In passato la scuola dei nonni non aveva una sede fissa, era ubicata in
diversi quartieri e dislocata in abitazioni private. Nonostante i disagi
erano ben motivati, avevano voglia di capire, di scoprire cose nuove anche
se non sempre potevano frequentarla perché dovevano lavorare per
dare un contributo alla famiglia.
Il fine del nostro Progetto sarà quello di capire e conoscere parte
del nostro territorio e avvicinarci ad un mondo che è stato, è
e sarà ancora parte essenziale della nostra storia.
La conoscenza del passato farà scoprire i legami che uniscono le
diverse generazioni e rivalutare usi, costumi e tradizioni e della cultura
popolare del nostro territorio.
Il progetto perciò lo chiameremo: "A scuola con i nonni: com'era
e com'è".
FINALITA'
Le finalità che si intendono perseguire sono:
capire e conoscere parte del nostro territorio: il centro storico;
avvicinarsi ad un mondo che è stato parte essenziale della nostra
storia;
comprendere il significato delle tradizioni culturali per garantire una
partecipazione attiva alla vita della società, basata sulla collaborazione
e sul rispetto;
il senso e il valore della solidarietà e della cooperazione;
Il progetto ha tuttavia una sua specifica finalità: creare un
ambiente disteso in cui i bambini siano disposti all'ascolto reciproco,
al rispetto dell'altro, alla collaborazione, favorendo la socializzazione
all'interno del gruppo.
SPAZI E TEMPI
Le attività si svolgeranno collettivamente, in gruppi allargati
e in piccoli gruppi, fuori e in classe. Il progetto si realizzerà
durante tutto l'anno scolastico, in orario curricolare e in orario extracurricolare.
DOCENTI E AMBITI COINVOLTI
Nel progetto sono coinvolti tutti gli ambiti con i rispettivi docenti
compresi quelli di sostegno.
OBIETTIVI DIDATTICI
-Prestare attenzione in contesti comunicativi orali
-Partecipare in modo adeguato alla comunicazione
-Esprimersi verbalmente in modo significativo e corretto
-Saper utilizzare i diversi linguaggi:verbale, iconico, mimico-gestuale
-Drammatizzare brevi recite sulla scuola di ieri e di oggi
-Stimolare e migliorare la creatività verbale e grafico-pittorica
-Scoprire i mestieri di ieri e confrontarli con quelli di oggi
-Cogliere i mutamenti prodotti dal passar del tempo nella realtà
circostante
-Leggere ed analizzare fonti e documenti
-Ricavare informazioni dall'analisi di documenti, utili per una prima
spiegazione e classificazione dei fatti
-Osservare lo spazio che ci circonda e individuarne i confini
-Cogliere gli elementi che caratterizzano un ambiente
-Riconoscere nei vari ambienti la presenza e l'intervento dell'uomo
-Il gioco nel tempo: come giocavano i nostri nonni
-Saper cantare insieme con gli altri rispettando il tempo
-Formare grafici e tabelle
CONTENUTI E ATTIVITA'
-Raccolta di informazioni, aneddoti e detti tramandati dai nonni
-Conversazioni guidate e interviste
-Produzione di testi
-Filastrocche e canti popolari
-Osservazione del "Cavuto", disegni, relazioni, percorsi e grafici
-Conoscenza del nostro territorio
-Osservazione dei cambiamenti che avvengono col trascorrere del tempo
nell'ambiente circostante, con particolare attenzione al centro storico
-Individuare nell'ambiente la presenza e l'intervento dell'uomo; riflettere
sulle trasformazioni che ha prodotto
-Conversazioni e discussioni aiuteranno a far assumere atteggiamenti corretti
per il rispetto del centro storico
METODOGIA
-Ricerca di fonti per stabilire un confronto tra passato e presente
-Interviste ai nonni
-Raccolta di testimonianze
-Escursioni guidate al centro storico
-Produzione di cartelloni di vario tipo con foto, disegni, immagini, collage
e fumetti
-Analisi, interpretazione ed elaborazione di vari tipi di testi in prosa
e in versi
FASI DEL PROGETTO
Il progetto prenderà l'avvio dalla visita guidata al "centro
storico" dove i bambini potranno osservare l' ambiente.
Poi ci saranno discussioni, compilazioni di schede, di cartelloni, creazioni
di grafici, di disegni, ecc.
MEZZI e STRUMENTI
Saranno invitati i nonni a testimoniare il loro vissuto per far conoscere
ai bambini il patrimonio della nostra cultura.
Si faranno anche ricerche su testi o documenti riguardanti la storia,
la cultura e il folklore.
Per la realizzazione del nostro progetto si farà uso di: cartoncini,
colori, carta da pacco, fotografie, cartoline, riprese con videocamera,
carta, libri, registratore, ecc.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Le verifiche si effettueranno in itinere e alla fine per controllare il
processo di apprendimento, verificare il conseguimento degli obiettivi
intermedi e recuperare eventuali lacune accumulatesi nel corso dell'attività.
Saranno effettuati:
-Indagini in itinere con verifiche informali
-Test di verifica variamenti strutturati
-Conversazioni
-Discussioni collettive
-Testi vari
-Formulazioni di domande e costruzione di risposte
-Autovalutazione, lettura ad alta voce espressiva
La valutazione sommativa ci servirà per quantificare il livello
di conoscenze e competenze degli alunni e, quindi, per attribuire loro
un giudizio sintetico a conclusione dei lavori sul progetto.
Le tipologie delle prove che utilizzeremo saranno le seguenti:
-prove orali: conversazioni-dialoghi-discussioni
-prove strutturate del tipo vero/falso
-prove a completamento
-prove del tipo vero/falso/perché
-prove grafiche e altro
PRODOTTI
-Drammatizzazione "I NONNI E LA SCUOLA": scene di vita
-Mostra didattica dei lavori eseguiti
-Costruzione di grafici, tabelle
I MAESTRI DEI NOSTRI NONNI
Maestro Francesco Mendolicchio 1948
Donna Giannina 1939/43
Giulia Sebastiani 1945
Antonietta Sebastiani
Maria Sebastiani 1941/42
Massa di Bari (moglie di Gorani) 1950/53
Trincucci 1937/42
Donna Angelina 1941/42
Mendolicchio " 1935
Michele Ferrante (fascista) 1938-43
SCUOLA E PUNIZIONI D'UNA VOLTA
Ceci sotto le ginocchia
Bacchettate
Chiusi nell'armadietto
Faccia al muro
Bacchetta "Santa Giusta"
Andare fuori dell'aula
CARTELLE DEI NONNI
Le cartelle erano di stoffa o di cartone
GREMBIULE DEI NONNI
I grembiuli erano neri con un fiocco e un colletto bianco.
RICREAZIONE
Non c'era ricreazione.
QUANDO NACQUE LA SCUOLA
Anticamente non c'erano edifici scolastici, così come abbiamo
scoperto dalle interviste fatte ai nonni. La scuola si faceva nei "Sottani"dei
palazzi delle famiglie nobili di Cagnano.
Poi anche il Comune, ubicato nell'ex Convento francescano, mise a disposizione
alcuni locali per fare scuola.
Nel 1910 il Sindaco Domenico Bosna si lamenta del fatto che non poteva
dare l'istruzione a tanti bambini per mancanza d'aule scolastiche. Nacque
così l'esigenza di costruire una scuola.
Finalmente nell'anno scolastico 1935-36 s' inaugurò l'edificio
scolastico "Pietro Giannone".
I nostri nonni sono andati a scuola in quest'edificio.
Col passare del tempo i bambini aumentavano, si frequentava di più
la scuola e le aule non bastavano più. Si facevano i doppi turni
e le classi erano formate da più di 40 alunni. Si costruì
così un altro edificio per ospitare tutti i bambini per eliminare
i doppi turni e per ridurre il numero degli alunni nelle classi.
Nell'anno scolastico 1964-65 si inaugurò l'edificio scolastico
"Guglielmo Marconi".
INTERVISTA AI NONNI
Mio nonno Italo è nato nel 1942 ed ha iniziato a sette anni perché
prima lavorava badando ai maiali.Ha frequentato al Giannone, erano tutti
maschi poi le classi diventarono miste. I maschi asini si sedevano tutti
dietro, non avevano i grembiuli, c'era solo un maestro per circa 20 bambini.
Chi non faceva i compiti aveva delle punizioni come bacchettate, veniva
messo in ginocchio sui sassi e tirate di orecchie, ecc. Mio nonno per
problemi di famiglia ha frequentato pochi anni e per due anni la seconda
elementare.
Avevano un solo libro e un quaderno. Quando suonava la campanella era
una festa e scappavano tutti fuori. Qualche volta avevano i compiti per
casa ma si esercitavano tanto a scuola sulla scrittura con bastoncini
(mazzaredd) e cerchi (li "O" p lu bccher ). Ho anche intervistato
una zia nata nel 1929 che mi ha detto che ha iniziato la scuola a sei
anni ed ha frequentato fino alla terza. Lei mi ha detto di aver interrotto
prima per motivi di famiglia, ma il corso finiva con la quinta.
Chi non andava la mattina poteva frequentare le scuole serali. Era il
periodo di Mussolini, si andava a scuola senza grembiule e in occasione
delle manifestazioni si vestivano da "Balilla" o "Piccoli
Italiani" con gonna nera e camicia bianca e un berretto nero che
dava la scuola. Molto spesso c'erano più classi insieme.
Non c'erano le penne biro ma c'era il pennino e l'inchiostro in una bottiglia
messa nel foro del banco, per regolare il bagno del pennino c'era una
carta "assorbente" o "asciugante".
I quaderni comprati dalla famiglia per casa erano normali e quelli della
bella copia erano neri e si lasciavano a scuola. C'era anche un libro
che il Comune comprava per le famiglie povere. Facevamo spesso dettati
esercizi di scrittura e conti. I maschi frequentavano nelle aule al piano
terra e le donne ai piani superiori. Si facevano i turni a mese per i
troppi bambini e i bravi erano seduti tutti ai primi posti. La zia ricorda
che per punire i monelli le maestre li cacciavano fuori o li chiudevano
negli armadietti.
Gli insegnanti erano maschi, per le classi maschili, e donne, per le femminucce.
Per i più bravi i voti potevano essere "buono" e "lode".
Non era obbligatorio frequentare e spesso i bambini sceglievano o erano
costretti ad andare a lavorare.
Per le famiglie che abitavano nei boschi presso Monte Sant'Angelo c'era
una scuola nel bosco.
I quaderni si portavano in una borsa di pezza chiusa con un bottone, con
una lunga tracolla, poi sono state introdotte le cartelle di cartone.
La nonna Grazia è nata nel 1931 ed ha frequentato il Giannone per
cinque anni dal 1939 al 1943. Le classi erano di circa trenta bambine
e in quinta la classe diventò mista. Lei si ricorda che entravano
alle otto e trenta e uscivano alle ore tredici e c'erano anche i rientri.
Il pomeriggio le ragazze, ma non era obbligatorio, imparavano a fare l'uncinetto
e il ricamo. La mattina si studiavano tutte le materie e persino l'educazione
artistica e religione. In prima e in seconda avevano solo un libro, mentre
in terza, quarta e quinta avevano tre libri e dei quaderni. Avevano una
borsa di stoffa o la cartella di cartone. Si usavano i grembiuli neri
con un fiocco azzurro e il colletto bianco. C'erano già i bagni.
I maestri erano molto severi. Il suo maestro aveva una bacchetta di ferro
con la quale picchiava gli alunni sulle mani e chi tirava indietro le
mani veniva colpito anche in testa. La nonna mi ha detto che lei è
stata punita solo una volta perché non ricordava come cominciava
la poesia. Le punizioni si avevano anche se si veniva scoperti con un
pezzo di pane perchè non era permesso fare ricreazione.
Molti bambini non andavano a scuola, anche se le autorità premevano
affinché frequentassero. Dopo la scuola si andava a lavorare con
i genitori e la sera si facevano i compiti. Si giocava anche in mezzo
alla strada a "dingolo" (gioco simile al nascondino) soprattutto
i maschi; a "scarcabott" e "alle brecce". Il gioco
delle brecce si faceva con cinque pietre rotonde, tutte uguali, cercando
di fare quasi dei giochi di prestigio. La nonna si ricorda anche i nomi
di tutte le sue maestre. In prima c'era Sebastiani Giulia, in seconda
Antonietta Sebastiani ( la sorella), in terza e in quarta Antonietta Mendolicchio
e in quinta Michele Ferrante. Erano tutti di Cagnano e la nonna si ricorda
che Michele Ferrante partì volontario per la guerra e non è
più tornato. I nonni non hanno più ricordi materiali della
scuola poiché hanno bruciato tutto. Ai tempi si diceva che se le
ispezioni nelle case private avrebbero trovato dei documenti con simboli
fascisti le famiglie sarebbero state punite; per questo sono state bruciate
anche le pagelle scolastiche.
TORNA AD INIZIO PAGINA
LA SCUOLA FREQUENTATA DAI NONNI
Intervisto i miei nonni materni
La famiglia di nonno Angelo era formata da 10 figli e la mamma, il papà
era morto. Mio nonno ha iniziato a frequentare la prima elementare, ma
per necessità non l'ha finita. Col passare del tempo sentì
la necessità di imparare a leggere e a scrivere e frequentò
così "la scuola serale" che vi era a quei tempi. A nove
anni la mamma lo mandò a lavorare "a padron" a "Rumuncera",
alla "Vadda F'del".
A quei tempi gli davano 3000 lire al mese, compreso il mangiare. Dopo
andò alla "Puglia" e lì gli davano 6000 lire al
mese, un chilo di pane al giorno e un litro d'olio al mese. Veniva a Cagnano
una volta al mese.
Intervisto mia nonna Nicoletta
Nonna Nicoletta aveva 6 fratelli e per aiutare la famiglia non ha completato
la scuola, ha frequentato fino alla quarta elementare. Mi racconta che
aveva una cartella fatta di cartone che si manteneva chiusa con una cordicella.
Nella cartella metteva due libri, uno di lettura e uno di sussidiario
e due quaderni. I suoi maestri sono stati : la maestra Mendolicchio e
il maestro Domenico Donataccio.
Mi racconta che i maestri erano molto severi, punivano i ragazzi con dieci
bacchettate per ogni mano oppure li facevano mettere in castigo in ginocchio
con i sassolini sotto.
Per i ragazzi poveri c'era "la Refezione" cioè la mensa,
che si faceva dove adesso c'è la palestra. Chi andava a mangiare
aveva appeso al collo una targhetta con il proprio nome e cognome, chi
non la portava non poteva andare a mangiare. Il pranzo era: pasta e ceci
o pasta e fagioli, un pezzo di pane, un pezzetto di marmellata e una mela.
Le cuoche erano: Rosa, Filomena e Pascuccia.
Gent/i
signori, signore, mamme e papà,
noi bambini delle classi 2A e 2B del plesso G.Marconi,
nell'ambito del Progetto "ADOTTIAMO IL CENTRO STORICO",
abbiamo sviluppato il segmento riguardante "la scuola al tempo dei
nonni", nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Durante
il nostro lavoro, che si è basato sull'osservazione diretta del
Cavuto, sulla raccolta di documenti e di interviste, abbiamo scoperto
tante cose bellissime e a noi sconosciute finora.
Ci siamo anche divertiti, specie nei lavori di laboratorio e ora vogliamo
farvi partecipi delle nostre nuove conoscenze attraverso la drammatizzazione
che stiamo per rappresentare.
I nostri nonni di certo non sono stati fortunati come noi! Non vivevano
nell'agiatezza e non tutti potevano permettersi di andare a scuola perché
dovevano lavorare, anche se erano piccoli, per aiutare la famiglia.
INIZIAMO CON IL CANTO : QUANTA Jè BELL CAGNAN
Quanta jè bell Cagnan
E sop na tuppetta sta
Cagnan jè na bella città
E jetta giuvn nquantità.
Oi' ma' e oi ta'
E n'm' vogh' mar'tà,
e navt poc voggh stà vogh' rir e pazzia.
E la mamma mia dlett
e m 'tneva brazza e m'bett
e la mamma mia d' mo'
mbrazza si e mbett no.
Oili' e oilì
Tu lu sa ch' voggh' ij,
voggh' na casc'tedda d ' pann'
e nu giuvanott d' quinnc' ann'.
T' si' s'ttat a sta s'ggiola
e mo' t' crid' ca si' baron
si' nu pov'r sfatiat'
e vatt' mitt' p' scopa strada.
E quanta jè bell Cagnan
e sop na tuppetta sta
Cagnan jè na bella città
e jetta giuv'n n'quantità.
MA QUANDO E' NATA LA SCUOLA?
La scuola elementare è diventata obbligatoria per tutti nel 1859
per affrontare il gravissimo problema
dell'analfabetismo, molto diffuso nei tempi passati.
Finalmente anche i bambini poveri possono andare a scuola ed avere un'istruzione
gratuita.
Prima solo i bambini ricchi potevano permettersi il lusso di istruirsi
privatamente o nei collegi a pagamento.
LA SCUOLA A CAGNANO
Dalle nostre ricerche è emerso che inizialmente la scuola a Cagnano
si faceva in locali privati, affittati al Comune dalle ricche famiglie
di allora quali: Sanzone, Fini, Radoia, Caizzi, Pelusi, Ricci, Palladino,
Giornetti.
I locali adibiti a scuola non sempre erano idonei dal punto di vista igienico-sanitario;
erano poco illuminati e non avevano bagni perché erano spesso dei
"sottani".
I ragazzi che frequentavano la scuola erano inizialmente pochi perché
anche se erano intelligenti non potevano permettersi di andare a scuola;
dovevano andare a lavorare per aiutare le famiglie allora molto numerose
e povere.
Dagli anni venti in poi le iscrizioni scolastiche aumentarono e di conseguenza
nacque il bisogno di costruire un edificio. Questo edificio si inaugurò
nel 1935 e fu intitolato "Pietro Giannone". I nostri nonni sono
andati a scuola in questo edificio.
RAPPRESENTAZIONE
Ed ora, cari genitori, amici e parenti, vi invitiamo ad assistere alla
rappresentazione di una giornata scolastica tipica dei nostri nonni.
Scusateci se non saremo proprio dei bravi attori, ma noi ce la metteremo
tutta! Vi ricordiamo anche che abbiamo eseguito una raccolta di documenti,
arredi e materiali scolastici che vi invitiamo ad osservare nel locale
qui adiacente.
Ci saranno delle guide che vi accompagneranno e vi illustreranno quanto
è esposto. Grazie e buon divertimento!
Alunno Polignone: Signor maestro, ieri ho approfondito sui libri di mio
padre lo studio che abbiamo fatto sui fiori.
Ho scoperto quali sono gli organi che compiono la funzione riproduttiva
dei fiori. Sono: gli STAMI e il PISTILLO.
Gli STAMI sono la parte maschile, sulla loro cima ci sono le ANTERE che
sono piene di polline che piace tanto agli insetti. Il PISTILLO è
la parte femminile del fiore. Ha la forma di una bottiglia, la parte più
larga si chiama OVARIO e contiene gli ovuli.
Lo sai maestro che anche i fiori si sposano?
Per far nascere una nuova piantina, un fiore deve spargere il proprio
polline su un altro fiore.
Sono molto furbi e birichini, non solo attirano gli insetti grazie al
loro profumo e ai loro bei colori, ma si servono anche di veri trucchi.
Alcuni fiori, come ad esempio le orchidee, assumono le sembianze degli
insetti che vogliono attirare, altri come l'aristolochia è un fiore
particolare. Cattura gli insetti con i suoi petali maleodoranti e li tiene
intrappolati per un giorno intero. Gli insetti si occupano del trasporto
del polline. Si posano sui fiori, succhiano il dolce nettare e si sporcano
il corpo e le zampine di polline . Poi vanno su altri fiori e senza saperlo,
depositano il polline del primo fiore sul pistillo del secondo. Così
i due fiori ora si sono sposati! Il secondo fiore perderà dopo
poco tempo i petali e svilupperà il frutto. Il frutto contiene
i semi da cui nasceranno nuove piantine.
Maestro: Bravo! Sei proprio un ragazzo intelligente. Da grande di certo
diventerai un bravo farmacista come tuo nonno!
E voi, sfaticati, prendete esempio da lui!
Alunni:
"C' n' jess stu' mammocc'!"
"Uagliu' quidd jè ricc, tè semp li saccocc chin d'
caramell!"
"Hat vist ch bell' scarp nov ch ' tè?"
"J' vuless ab'tà ndà la casa sua".
Brusio in classe.
Maestro: Pum, Pum! Silenzio! Ma che ragazzi indisciplinati!
C'è di nuovo silenzio.
Alunno: Michè mà dà nà caramella? J' t' deng'
doj fich' secc' e nà noc.
Altro alunno: Ma che schifo! A me i fichi secchi non piacciono!
Alunno: Ma quanta jè ant'pat'c quist cacherin! Quagliu' quann scim'
dalla scola l'amma pighià a cav'c'.
Maestro: Silenzio perbacco! Eih! Tu con quei capelli arruffati! E' inutile
che ti nascondi! Alzati e dimmi come ti chiami?
Alunno: Mi chiamo Esposito Francesco. "Maè" mamma stamattina
è andata a lavorare presto in campagna insieme a mio padre. Io
non ho fatto in tempo a pettinarmi perché ho preparato "lu'
pan'cuttedd" ai miei fratellini e poi li ho accompagnati dalla nonna.
Maestro: Controlliamo sul registro le tue assenze. Perbacco! Ma tu manchi
niente meno che da più di due mesi! Nella vita resterai un grande
somaro!..Dimmi perché tante assenze? Vieni qua!
Alunno: Maè non sono venuto a scuola perché ho guardato
il gregge; mio fratello grande è stato chiamato alle armi e mio
padre sta da solo, ha bisogno di aiuto!
Maestro: Basta! Avete sempre una giustificazione pronta. Ma guarda come
sei sporco! E quelle scarpe! Apri quelle mani sporche.
IL BIDELLO DI UNA VOLTA
Intervisto la signora Maria Masullo ("Masciudd")
La famiglia della sig. Maria era formata da 10 persone. Il padre era un
vigile comunale, "ANTONIO MASULLO", ed era addetto anche alla
custodia della scuola. Abitavano proprio dentro la scuola, al primo piano,
nella prima porta sulla sinistra. Antonio e la moglie facevano anche le
pulizie della scuola, preparavano l'inchiostro per far scrivere i bambini
e lo mettevano nei calamai che si trovavano nel centro del banco dove
vi era un buco apposito.
Per scrivere prima non c'erano le penne come adesso; vi erano dei pennini
che si bagnavano nell'inchiostro contenuto nei calamai. Per asciugare
l'inchiostro superfluo, si usava un asciugatoio.
La sera vi era anche la scuola serale, per gli adulti e gli anziani che
volevano imparare a leggere e scrivere e fare perciò ciò
che da piccoli non avevano potuto fare perché dovevano lavorare
e aiutare la famiglia.
La signora Maria ha frequentato la quinta elementare e la sua maestra
è stata DONNA GIANNINA MENDOLICCHIO.
a cura delle insegnanti:
Pelusi Carmela
Pelusi Antonietta
Del Priore Marcella
TORNA AD INIZIO PAGINA
|
|
|
|