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PROGETTO LAGO VARNO

La mitilicoltura

I mitili
La coltivazione dei mitili (cozze nere) nel lago è un’attività molto praticata. cozze nere o mitiliVaste zone del lago sono utilizzate per impiantare i cosiddetti“giardini delle cozze”. Molti ritengono che la diminuita pescosità del lago sia anche da attribuire allo sviluppo eccessivo dellamitilicoltura, questo a causa dell’enorme quantità di ossigeno che i mitili consumano. Sicuramente altri fattori concorrono a questo come l’inquinamento sempre maggiore delle acque e uno scarso ricambio delle stesse attraverso le due foci per i ricorrenti “insabbiamenti” che queste foci subiscono. Tutto ciò crea un impoverimento di ossigeno nelle acque con conseguente diminuzione delle specie ittiche.

inserti di cozzeIl progresso della mitilicoltura di Varano ottenuta con il trasferimento dei vivai in mare aperto
Nella laguna di Varano, la pratica della mitilicoltura, di cui l’Italia ha una tradizione, è arrivata nella seconda metà degli anni ’60.La laguna di Varano ben si prestava  al metodo tradizionale della mitilicoltura, nel quale le reste (inserti) di cozze vengono appese a corde orizzontali a pelo d’acqua, tese tra pali di legno conficcati nel fondo.  Il ciclo produttivo comincia quando si ha la cozza giovane, cioè seme (in genere in primavera o nel tardo inverno) il quale può essere raccolto direttamente o acquistato da un fornitore. Col seme si preparano le reste usando una calza di rete di polipropilene monofilamento del diametro teso di 20 cm. che è fornita in bobine. Si taglia un pezzo di calza da mt. 4,50, si fa un nodo ad una estremità e si introduce il seme dall’altra estremità. Quando la calza è piena si chiude con un nodo e viene trasferita in acqua appesa verticalmente alle corde del vivaio.Le maglie della calza sono più ampie delle singole cozze che però escono fuori poiché vengono in grappoli legate tra di loro col bisso e quindi di massa superiore al lume della rete. Appena poste in acqua le cozze escono dalla rete cosicché la calza diventa un cordone al quale i bivalvi sono attaccati col bisso.Dopo due mesi le reste vengono rilavorate e da una di esse dal peso iniziale di Kg. 2 se ne producono quasi tre, per essere appese nuovamente alle corde dell’impianto. Come abbiamo già detto le reste di partenza pesano 2 Kg., in 12 mesi darà 3 reste di cozze del peso di circa Kg. 30 l’una. Le cozze vengono comprate solo quando mostrano le carni piene, di solito nei mesi di luglio e agosto.A Varano, prima, le cozze ingrassavano precocemente e perciò venivano vendute prima che il mercato si saturasse con prodotti di altra provenienza. Questo vantaggio naturale è stato vanificato dal fatto che quasi ogni estate la laguna è sede di molte fioriture di dinoflagellati (alghe unicellulari) che causano un’alta mortalità di cozze e perciò il ciclo produttivo era limitato al periodo da ottobre a giugno quando i mitilicoltori vendevano a qualunque prezzo pur di evitare di perdere completamente il prodotto.Tutto ciò ha portato i giovani operatori a cercare una soluzione spostando nel 1995 i vivai in mare aperto.I parchi sono fatti con una cima lunga 3000 metri, tesa da sotto il pelo dell’acqua a circa mt. 3 dalla quale pendono le reste ad intervalli di cm. 60 circa. La cima e tenuta su da galleggianti ogni mt. 10 e ogni mt. 200 vi è un corpo morto da 10 tonnellate che la tiene ancorata.I parchi sono a un 1,5/2 miglia dalla costa dove l’acqua è profonda 15 mt.Tra una cima e l’altra ci sono dai 30 ai 60 mt. per consentire la manovra delle barche.Le reste sono il doppio della lunghezza di quelle che si usavano in laguna, inoltre le cozze in mare sono più fragili di quelle lagunari.La meccanizzazione della confezione delle reste ha poi permesso al singolo mitilicoltore di aumentare di almeno 3 volte la produzione anche se ciò comporta costi di gestione e investimenti elevati.

L’Istmo di Varano
L'ismo di Varano è una fascia sabbiosa che separa il lago Varano e dal mare Adriatico. Viene chiamato anche Isola Varano in quanto è diviso alle duestremveduta dell'istmo di Varanoità da due canali che mettono in comunicazione il lago con il mare. La sua origine geologica sarebbe recente, probabilmente si sarebbe formato intorno al 1000 d.C. Infatti documenti storici riconducibilia Plinio descrivono il lago Varano come un golfo con il nome di Sinus Urianus. Successivamente si sarebbe formato l’Istmo a causa degli apporti solidi depositati dai fiumi adriatici esistenti a monte e trasportati dalle correnti del medio adriatico. La fascia costiera a nord dell’Istmo, quella cioè che si affaccia sul mare, è completamente ricoperta da una fitta vegetazione di alberi di pino ed eucalipto. E’ anche l’habitat ideale per numerose specie animali. Da diversi anni questa fascia è stata dichiarata Riserva Naturale.

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