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SCUOLA MEDIA "N. D'APOLITO"

"Sul filo di antiche memorie"

Dalla Favola al Fumetto. Dalla morale degli antichi ai proverbi cagnanesi.

Ricerca e disegni a cura della I A - Scuola Media
Anno Scolastico 2003/2004

Progetto pluriennale (coordinatrice prof.ssa Marialucia Russi)

La IA

Bocale Rosanna
Cavallo Manuel
Cipriani Giuseppina
Curatolo Samuele
De Michele Valentino
Di Maggio Matteo
Di Maggio Vincenzo
Frattarolo Rosa
Giangualano Pietro
Grillo Francesca
Lapescara Gessica
Paduanello Sante
Palumbo Giuseppe
Stefanìa Concetta
Stefanìa Natascia
Tancredi Gino
Vigilante Luca
Zuccarino Incoronata


INTRODUZIONE
La favola, che è stata una delle prime forme di letteratura, è da considerarsi l'unico tipo di poesia veramente popolare.
I poeti antichi, infatti ,in essa hanno riportato tutto ciò che accadeva nella vita reale, trasfigurando l'umanità nel mondo animalesco per trovare in quest'ultimo tutti i difetti e i vizi che appartengono agli uomini.
Gli animali, quindi ,rappresentano gli esseri umani nelle opere del bene, ma soprattutto in quelle del male.
Lo scopo di tale forma letteraria è stato sempre quello di far ridere, ma di dare anche utili consigli di vita.
Nella morale finale, perciò, vi è sempre racchiuso un insegnamento, uno scopo educativo, tanto che la favola fu utilizzata come testo scolastico già per i giovani dell' antica Grecia, che, attraverso questi piacevoli raccontini di animali, imparavano l'insieme delle norme e delle regole utili per vivere civilmente nella società variegata degli individui.
Attraverso le favole prese in esame, tratte dal testo di antologia che da quello di narrativa, quindi, gli alunni si sono divertiti a leggere argomenti fantasiosi e leggeri, adatti alla loro età, ma, allo stesso tempo, mediante la finzione degli animali, sono riusciti ad interpretare il bene e il male che continuamente circondano la nostra vita quotidiana, scoprendo che molte morali di Esopo e di Fedro non sono cambiate affatto: facendo un raffronto tra i proverbi racchiusi nelle favole antiche e quelli ancora in uso nella lingua dialettale, gli alunni si sono resi conto di quanto siano ancora attuali certe massime antiche che vengono spesso utilizzate dai loro nonni e dalle persone che continuano a pronunciare detti o modi di dire in lingua locale.
Per questo, prese in considerazione alcune favole, si è cercato di abbinare ad ogni morale dell'autore trascritta sia in latino che in italiano, la morale moderna e poi la stessa morale in lingua locale arcaica.
Per alcune favole gli alunni hanno creato delle vignette fumettistiche, per consolidare alcune abilità linguistiche ( tramite il passaggio dal discorso diretto della prosa a quello diretto e figurativo del fumetto) per meglio interiorizzare il contenuto dei racconti, per comprendere la differenza tra i diversi tipi di linguaggi e, soprattutto, per riscoprire e rivalutare l'importanza e la modernità che certe massime continuano ad avere nonostante il trascorrere del tempo.



LA VOLPE E LA CICOGNA.
di Fedro


Morale latina :

"Sua quisque exempla debet aequo animo pati"

"Ciascuno deve subire con animo tranquillo le conseguenze del suo stesso esempio"

Morale italiana :

"Chi la fa, l'aspetti" "Dente per dente,occhio per occhio" "Restituire pan per focaccia"

Detti popolari :

"U mal ch'n'vu p'tè a lavt' nun c'lu facenn" "Non sputann in ciel ch' t' vè in facc' "

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IL LUPO E L'AGNELLO
di Fedro

Morale: "Lupi si nasce."

Morale latina : "Haec propter illos scripta est homines fabula,
qui fictis causis innocentes opprimunt."

Questa favola è stata scritta per quegli uomini che con finti pretesti opprimono gli innocenti.

Morale italiana : "Ogni scusa è buona per ottenere ciò che si vuole"

 

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LA VACCA, LA CAPRETTA, LA PECORA E IL LEONE

Morale: "Prepotenti si nasce."


Morale latina :

"Numquam est fidelis cum potente societas:
testatur haec fabella propositum meum."

"Mai è prudente fare società con un potente:
questa favola dimostra la mia affermazione."

Morale italiana :

"Non stringere commercio e società d'affari con i più forti e i più furbi."

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IL CERVO ALLA FONTE
di Fedro

Morale: Non piangere sul latte versato.

Morale latina :

"Haec narratio est testis ae quae contempseris, saepe utiliora laudatis inveniri."

"Questa favola prova che quelle cose che tu disprezzi,
spesso vengono trovate più utili di quelle di cui ti vanti."

Detto popolare :" L'error iè fatt' e la casa iè chiena di cunsiggh' "

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LA VOLPE E L'UVA.
di Fedro

Morale: Chi disprezza, compra.


Morale latina :

"Qui facere quae non possunt verbis elevant, adscribere hoc debebunt exemplum sibi."


"Molti disprezzano a parole le cose che non sanno
o non possono fare e in realtà vorrebbero avere."

Detto popolare :"Quann na cos non c' po' avè dic ch' è nera."

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LA VOLPE CON LA PANCIA PIENA
di Esopo


Morale: Il tempo risolve le difficoltà.
Detti popolari :
"C' murtif'ca la carne e c' mutrtif'ca la pena"
"Ogni pena a pane torna"
"L'acqua passata non torna a mulino"