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Vi ricordate quel detto “Per un punto Martin perse la cappa”, che di solito gli insegnanti raccontano per spiegare l’importanza del “punto” come segno d’interpunzione? Per associazione verrebbe da dire:”Per un telefonino un paese perse la testa”.
E’ successo ieri, 5 marzo: un telefonino in mano a un bambino di 2° classe Primaria, una mamma ansiosa, un equivoco, una linea caduta sono stati gli elementi giusti per dare vita a un “ giallo”. Il tutto si svolge entro la prima ora dal distacco di un figlio dalla madre. Un figlio, che parte insieme alla sua scolaresca e ad altre che vanno al teatro Oda a Foggia a vivere un’esperienza teatrale. Parte una telefonata, il bambino fa intendere che sul pullman sta succedendo qualcosa di pericoloso, nel frattempo la mamma sente, forse, spezzoni di frasi che qualche maestra rivolge ai bambini per invitarli a stare seduti tranquilli perché è pericoloso agitarsi e stare in piedi nel pullman. La linea cade e con essa cadono tutte le certezze della madre che si lascia prendere dal panico, soprattutto quando riprova a chiamare e non prende più la linea.
“Non ci sono dubbi: è successo qualcosa di grave!”, deve aver pensato la mamma divorata dal panico. La donna è agitatissima. Si rivolge alle altre mamme per sapere notizie. L’ansia comincia a serpeggiare fra più mamme. Si prova a fare altre telefonate, ma nessuno risponde, neanche le maestre (che stavano tranquillamente insieme agli scolari guardando un film con il volume-
Le mamme non riescono a tranquillizzarsi neanche quando, osservando i pullman, non trovano alcun segno d’incidente, neanche ascoltando dalla viva voce dei propri figli che non è successo niente.
Fino a sera si sentiva qualcuno che diceva:” Oh, lo sapete che oggi un pullman che portava i bambini a teatro ha avuto un incidente?.
La mancata fiducia nelle rassicurazioni delle maestre, pur apprezzate professioniste del posto, denota una frattura profonda nel rapporto scuola-
Alla luce di quanto è successo si può biasimare la scuola quando condanna l’uso dei telefonini in mano agli scolari in classe e durante le uscite?