Istituto Comprensivo Statale "N. D'Apolito" di Cagnano Varano

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Paese nel caos per un telefonino ..." male usato"

Pubblicato da in articolo • 06/03/2012 07:58:24

Vi ricordate quel detto “Per un punto Martin perse la cappa”, che di solito gli insegnanti  raccontano per spiegare l’importanza del “punto” come segno d’interpunzione? Per associazione verrebbe da dire:”Per un telefonino un paese perse la testa”.
E’ successo ieri, 5 marzo:  un telefonino in mano a un bambino di 2° classe Primaria, una mamma ansiosa, un equivoco, una linea caduta sono stati gli elementi  giusti per dare vita a un “ giallo”. Il tutto si svolge entro la prima ora dal distacco di un figlio dalla madre. Un figlio, che parte insieme alla sua scolaresca e ad altre che vanno al teatro Oda a  Foggia a vivere un’esperienza teatrale. Parte una telefonata, il bambino fa intendere che sul pullman sta succedendo qualcosa di pericoloso, nel frattempo la mamma sente, forse, spezzoni di frasi che qualche maestra rivolge ai bambini per invitarli a stare seduti tranquilli perché è pericoloso agitarsi e stare in piedi nel pullman. La linea cade e con essa cadono tutte le certezze della madre che si lascia prendere dal panico, soprattutto quando riprova a chiamare e non prende più la linea.
“Non ci sono dubbi: è successo qualcosa di grave!”, deve aver pensato la mamma divorata dal panico. La donna è agitatissima. Si rivolge alle altre mamme per sapere notizie. L’ansia comincia a serpeggiare fra più mamme. Si prova a fare altre telefonate, ma nessuno risponde, neanche le maestre (che stavano tranquillamente  insieme agli scolari  guardando  un film con il volume-audio forse un po’ alto). La voce che sia successo qualcosa  di grave si espande a macchia d’olio, si fa sempre più insistente e arriva a trasformarsi in “è successo un incidente a uno dei due pullman che sono partiti da Cagnano carichi di scolari”.  Finalmente dopo un po’ una maestra risponde, ma non è in quel  pullman, lo vede, però, davanti al suo, che viaggia regolarmente e non sembra abbia nessun tipo di problema.  La maestra rassicura dicendo che va tutto bene e che comunque si metterà in contatto con  le maestre dell’altro pullman. Intanto  le viene detto che da Cagnano  è partita una macchina dei vigili per venire a rendersi conto della situazione. Partono le telefonate da un pullman all’altro. Viene scoperto il bambino che con la sua bugia ha dato inizio al tutto. Il bambino si difende dando la colpa all’amico seduto vicino:”E’ stato lui a dirmi di dire così”. Da Cagnano cominciano ad arrivare telefonate a non finire. Le maestre continuano a  rassicurare ognuno anche durante lo spettacolo:”Non è successo niente. E’ tutto a posto”.  Le telefonate non cessano fino al ritorno a Cagnano.
Le mamme non riescono a tranquillizzarsi neanche quando, osservando i pullman, non trovano alcun segno d’incidente, neanche ascoltando dalla viva voce dei propri figli che non è successo niente.
Fino a sera si sentiva qualcuno che diceva:” Oh, lo sapete che oggi un pullman che portava i bambini a teatro ha avuto un incidente?.
La mancata fiducia nelle rassicurazioni delle maestre, pur apprezzate professioniste del posto, denota una frattura profonda nel rapporto  scuola-famiglia. Cosa sta succedendo? Come mai le famiglie e la scuola viaggiano su due binari opposti e paralleli?
Alla luce di quanto è successo si può biasimare la scuola quando condanna l’uso dei telefonini in mano agli scolari in classe e durante le uscite?




La scuola è parte integrante del tessuto sociale

Pubblicato da in articolo • 28/02/2012 22:19:49
Elbart Hubbard " La scuola non dovrebbe essere una preparazione per la vita; la scuola dovrebbe essere la vita".

Carnevale sì - Carnevale no

Pubblicato da in articolo • 13/02/2012 12:55:19
Può la scuola essere determinante nel "Carnevale" cagnanese? Dì la tua.
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